Milano, 2 apr. (Adnkronos Salute) - Chi ne soffre comincia a russare sempre più forte e in modo irregolare non appena si addormenta. Poi il rumore si intensifica fino a quando il respiro si interrompe all'improvviso per qualche secondo e il ciclo si ripete e si ripete ancora per un numero indefinito di volte. Sono le notti tormentate delle persone colpite da apnea ostruttiva del sonno. Una condizione pericolosa che, oltre a impattare pesantemente sulla qualità della vita, potrebbe accorciarla. Un nuovo studio infatti evidenzia un'associazione tra apnea ostruttiva del sonno (Osa), mortalità per tutte le cause ed eventi cardiovascolari. La ricerca, che verrà presentata al Congresso europeo sull'obesità Eco 2026, in programma ad Istanbul (Turchia) dal 12 al 15 maggio, dimostra che le persone affette da Osa hanno nel dettaglio un rischio maggiore del 71% di eventi cardiovascolari o di morte per qualsiasi causa rispetto a chi non ne soffre. Lo studio è frutto della collaborazione tra Imperial College Health Partners, Imperial College Healthcare Nhs Trust di Londra, ed Eli Lilly and Company (che sponsorizza il lavoro). L'Osa è caratterizzata dall'ostruzione ricorrente delle vie aeree superiori durante il sonno ed è associata a una ridotta qualità del sonno (oltre che della vita diurna) e a un aumento del rischio cardiovascolare. La prevalenza di obesità e sovrappeso tra le persone che convivono con il disturbo è compresa tra il 40% e il 70%, e chi è obeso ha maggiori probabilità di soffrirne in forma più grave rispetto a chi non lo è. Studi precedenti hanno dimostrato che la perdita di peso riduce la gravità dell'Osa e, in alcuni casi, può portare alla remissione o a un miglioramento del rischio cardiometabolico. Nonostante le terapie raccomandate dalle linee guida (ad esempio i dispositivi Cpap, per la pressione positiva continua delle vie aeree, da utilizzare durante il sonno), l'Osa rimane sottodiagnosticata e sottotrattata, con importanti implicazioni per morbilità, mortalità e utilizzo delle risorse sanitarie. Il nuovo studio si è focalizzato sulla valutazione dell'aumento del rischio di eventi cardiovascolari o decesso tra gli adulti (dai 18 anni in su) con diagnosi di apnea ostruttiva del sonno rispetto agli adulti senza Osa. Obiettivi secondari erano: valutare il rischio di comorbilità chiave (ad esempio diabete o osteoartrite) e confrontare l'utilizzo delle risorse sanitarie (visite di assistenza primaria, ricoveri ambulatoriali e ospedalieri). Per l'analisi sono state utilizzate cartelle cliniche elettroniche anonimizzate di 2,9 milioni di persone residenti in Regno Unito nel nord-ovest di Londra. Gli adulti con Osa sono stati abbinati a un massimo di 5 persone comparabili in base a dati demografici, deprivazione socioeconomica, abitudine al fumo, stato di obesità, numero di comorbilità, precedenti eventi cardiovascolari e sopravvivenza. Gli autori hanno quindi utilizzato la modellizzazione statistica per calcolare le probabilità che le persone con Osa andassero incontro a eventi cardiovascolari o decesso per qualsiasi causa rispetto alle persone senza Osa. I partecipanti sono stati seguiti per un periodo massimo di 4 anni. Complessivamente, 20.300 persone con diagnosi di apnea ostruttiva del sonno sono state abbinate a 97.412 soggetti di controllo; il 57,2% (11.613) dei partecipanti con il disturbo conviveva con obesità, rispetto al 56,7% (55.264) dei partecipanti abbinati senza Osa. Gli autori hanno riscontrato che il rischio di eventi cardiovascolari o mortalità per tutte le cause era superiore del 71% rispetto ai controlli. Entro 4 anni dalla data indice, il 26,3% (5.342) delle persone con Osa ha manifestato eventi cardiovascolari o mortalità per tutte le cause, rispetto al 17,5% (17.079) dei controlli. Tra chi non presentava già queste altre patologie al momento dell'arruolamento nello studio, le persone con Osa mostravano anche una maggiore incidenza di obesità (5,6% contro 4%), diabete (6,8% contro 4,6%), osteoartrite (4,2% contro 3%), ansia (5,2% contro 3,2%) e depressione (4,7% contro 3%). L'utilizzo mediano delle risorse sanitarie era maggiore tra le persone con apnea ostruttiva del sonno rispetto al gruppo di controllo per quanto riguarda le visite di assistenza primaria (21 per persona/anno contro 14), le visite ambulatoriali (4 contro 1 per persona/anno), i giorni di ricovero ospedaliero (1 contro 0 per persona/anno). "Negli adulti - analizza la coautrice dello studio Heather Fitzke, dell'Imperial College Health Partners di Londra - l'apnea ostruttiva del sonno è associata a un rischio maggiore di eventi cardiovascolari o mortalità per tutte le cause, soprattutto tra le persone obese, anche dopo aver tenuto conto dei fattori confondenti. Questi risultati sottolineano la necessità di una gestione efficace dell'obesità ed evidenziano l'importanza dello screening precoce e della diagnosi tempestiva. A nostra conoscenza - informa - questo è il più ampio studio caso-controllo abbinato sull'apnea ostruttiva del sonno condotto al di fuori degli Stati Uniti fino ad oggi".